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Concluso il percorso RISE: formazione, consapevolezza e confronto per ambienti sportivi più sicuri



Gli impianti sportivi del CUS Padova hanno ospitato l'ultima tavola rotonda del progetto europeo nato per prevenire e contrastare la violenza sessuale in ambito sportivo.



Si è concluso agli impianti del CUS Padova il ciclo di attività formative e di sensibilizzazione realizzato nell’ambito del progetto europeo RISE – Rise Empowered Above Sexual Violence in Sports, finanziato dal programma Erasmus+ Sport, con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza sessuale nell’ambito sportivo.


Dopo i workshop rivolti a tecnici, allenatori e dirigenti, il percorso è proseguito con il coinvolgimento diretto di atleti e atlete, per poi culminare in una tavola rotonda di confronto tra stakeholder del territorio, segnando la chiusura della fase dedicata alla formazione e alla costruzione della consapevolezza prevista dal progetto.


Dalla formazione degli operatori al coinvolgimento degli atleti


Gli incontri rivolti agli atleti hanno rappresentato un passaggio fondamentale: portare il tema della prevenzione della violenza dentro l’esperienza quotidiana di chi vive lo sport. Attraverso un approccio partecipativo, sono stati affrontati aspetti centrali quali:


  • il riconoscimento dei comportamenti inappropriati,

  • la consapevolezza dei propri diritti e dei propri confini,

  • la conoscenza dei canali di tutela e segnalazione,

  • il ruolo attivo che ogni atleta può avere nella costruzione di contesti rispettosi.


Un lavoro coerente con l’impostazione del progetto RISE, che promuove ambienti sportivi in cui il benessere della persona viene prima della performance e in cui la prevenzione passa da educazione, responsabilità e strumenti concreti.


La tavola rotonda: dal progetto al territorio


La tavola rotonda conclusiva, dedicata alla prevenzione e alla gestione della violenza sessuale nello sport, ha messo a confronto esperienze, bisogni e prospettive di realtà sportive, enti e professionisti che operano sul tema della tutela. Ne è emerso un quadro articolato, che va ben oltre la singola iniziativa formativa. Dal confronto sono emersi tre temi ricorrenti. 


Il primo è la formazione: allenatori, tecnici e staff spesso non dispongono di strumenti adeguati per riconoscere segnali di rischio, gestire i confini relazionali o attivare una segnalazione in modo corretto. La preparazione degli adulti di riferimento resta una priorità. 

Il secondo è la necessità di protocolli chiari e applicabili: le società sportive non possono affidarsi all'improvvisazione, e figure come il referente safeguarding funzionano solo se inserite in un sistema con ruoli definiti, canali di comunicazione stabiliti e responsabilità non ambigue. 

Il terzo è la consapevolezza diffusa: il fenomeno è ancora sottovalutato, in parte perché alcune dinamiche come i commenti sul corpo, gli squilibri di potere o l’esposizione fisica vengono normalizzate dalla cultura sportiva stessa, senza che questo porti a riconoscerle come contesti di rischio.


La tavola rotonda conclusiva dedicata alla prevenzione e alla gestione della violenza sessuale nello sport ha rappresentato un momento di sintesi e apertura.

Non solo restituzione delle attività svolte, ma occasione per mettere a confronto esperienze, bisogni e prospettive con altre realtà sportive, enti e professionisti che operano sul tema della tutela.


Da questo confronto sono emersi alcuni elementi chiave:


  • la necessità di formazione continua a tutti i livelli del sistema sportivo;

  • l’urgenza di protocolli chiari, accessibili e applicabili, soprattutto nelle associazioni sportive di base;

  • l’importanza di diffondere consapevolezza sul fenomeno, condizione essenziale per prevenire e riconoscere situazioni di rischio.


Un elemento trasversale emerso con forza è l'importanza della collaborazione tra enti: nessuna organizzazione può affrontare questi temi in modo isolato. Il confronto della tavola rotonda ha infatti favorito la costruzione di una rete tra realtà sportive del territorio, con l'intenzione comune di proseguire il lavoro su questi temi in modo condiviso.


Un punto di arrivo, ma soprattutto di partenza


La conclusione della fase formativa del progetto non rappresenta un punto di chiusura, ma l’avvio di una nuova fase.


Il percorso ha infatti favorito la creazione di una rete tra associazioni e realtà sportive del territorio interessate a proseguire il lavoro su questi temi, con l’obiettivo di rafforzare la diffusione della cultura della tutela, sviluppare strumenti sempre più concreti e condivisi, supportare le organizzazioni sportive nella costruzione di ambienti sicuri.


In questa direzione, le linee guida e gli strumenti sviluppati dal progetto RISE, tra cui gli standard di condotta, il manuale operativo e i protocolli di intervento rappresentano una base di riferimento per accompagnare le organizzazioni sportive nel passaggio dalla norma alla pratica.


Il CUS Padova conferma così il proprio impegno nel promuovere uno sport che non sia solo prestazione, ma anche responsabilità educativa, tutela e qualità delle relazioni.

Per informazioni sul progetto RISE: europa@cuspadova.it 






"Finanziato dall'Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell'Unione europea o dell'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura (EACEA). Né l'Unione europea né l'EACEA possono esserne ritenute responsabili."








Nella foto la tavola rotonda al CUS Padova

 
 
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