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RISE, da Padova a Nicosia: si conclude il progetto europeo del CUS Padova per uno sport più sicuro!

13 ore fa
Tempo di lettura: 3 min


Durante le celebrazioni per gli 80 anni del CUS Padova si è svolto anche l'info day finale di RISE. L'occasione ha permesso di parlare di sicurezza nello sport a una comunità ampia.



Si avvia alla conclusione RISE – Rise Empowered Above Sexual Violence in Sports, il progetto

europeo che in tre anni ha coinvolto il CUS Padova insieme a organizzazioni di Austria, Bulgaria,

Cipro, Grecia e Spagna in un lavoro comune dedicato alla prevenzione della violenza sessuale nello

sport e alla costruzione di ambienti sportivi più sicuri.


Il 10 e 11 ottobre i partner si sono riuniti a Nicosia per il meeting transnazionale finale del

progetto, coordinato dalla Social Policy and Action Orgaanizaation. L'incontro è servito a fare il punto sui risultati raggiunti, a completare le attività comuni e a discutere come dare continuità agli

strumenti e alle competenze sviluppati attraverso RISE.


Per il CUS Padova, l'appuntamento di Nicosia chiude un percorso che ha puntato soprattutto a

portare la prevenzione dentro i luoghi in cui lo sport si vive ogni giorno, coinvolgendo direttamente

tecnici e atleti e mettendo a loro disposizione conoscenze e strumenti concreti. Un ultimo momento di confronto con il territorio si è svolto sabato 3 ottobre, durante le celebrazioni per gli 80 anni del CUS Padova, con l'info day finale di RISE. L'occasione ha permesso di parlare di sicurezza nello sport a una comunità ampia, composta da atleti e atlete, tecnici, dirigenti, volontari, famiglie e rappresentanti di altre realtà sportive.


Al centro dell'Info Day, oltre alla presentazione del progetto, c'era una domanda rivolta a chi lo

sport lo pratica, lo insegna e lo organizza: "Cosa rende un ambiente sportivo davvero sicuro?".

Le risposte raccolte hanno richiamato soprattutto la necessità di allenatori e staff adeguatamente

formati, il rispetto dei confini personali e una cultura fondata su rispetto e inclusione. Su questi aspetti RISE ha lavorato per tre anni. A Padova il CUS ha trasformato i contenuti sviluppati a livello europeo in attività formative per il proprio territorio: 104 persone hanno partecipato ai percorsi, di cui 60 tra tecnici e professionisti dello sport e 44 atleti. Gli incontri hanno affrontato il riconoscimento delle diverse forme e dei segnali di violenza sessuale nello sport, la prevenzione, le modalità di intervento e il ruolo che tecnici, organizzazioni e atleti possono avere nella costruzione di contesti più sicuri.


La formazione nazionale è stata uno degli elementi centrali del progetto, accanto alle attività transnazionali del partenariato. Il lavoro di RISE lascia anche una serie di strumenti destinati a restare a disposizione del mondo sportivo. Durante l'Info Day il CUS Padova ha presentato e distribuito i materiali sviluppati dal progetto: protocolli per l'identificazione, la segnalazione e il supporto alle vittime di violenza sessuale nello sport; standard di condotta e codici di comportamento; manuali e risorse educative per organizzazioni sportive, tecnici e atleti.


I materiali sono disponibili sul sito  www.rise- project.org , dove sarà accessibile anche la piattaforma e-learning, pensata per rendere fruibili online i contenuti formativi del progetto.

La continuità di questo lavoro è uno dei temi dell'ultima fase. Le risorse potranno essere utilizzate

da società sportive, tecnici, dirigenti e atleti anche oltre la durata del progetto, e la loro sostenibilità

e accessibilità future sono state discusse anche al meeting di Cipro.


Per il CUS Padova, RISE è un ulteriore tassello di un lavoro che mette formazione e prevenzione al

centro della costruzione di ambienti sportivi nei quali la sicurezza non sia affidata soltanto a regole

e procedure, ma diventi parte della cultura quotidiana dello sport.




"Finanziato dall'Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell'Unione europea o dell'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura (EACEA). Né l'Unione europea né l'EACEA possono esserne ritenute responsabili."








Nella foto un momento dell'info day di RISE

 
 
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