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Gli 80 anni del CUS Padova: una serata...scoppiettante!

11 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

I giovani impegnati sul campo con le Cussiadi, il talk con Ruzza e Tarantello, i ricordi dei vecchi campioni: ecco le emozioni della nostra serata di celebrazione!



Ottant'anni di storia racchiusi in una serata speciale. Una storia che continua, sorreggendosi sulla propria tradizione ma aprendosi doverosamente al futuro e alle nuove generazioni. Sabato 3 ottobre, agli impianti di via Corrado, tutto il mondo CUS ha celebrato gli 80 anni di attività del Centro Sportivo Universitario di Padova. Una festa speciale, unica, che ha visto la partecipazione di atleti e tecnici di tutte le sezioni e di tutte le età, dai più giovani alle vecchie glorie. Ma anche di ospiti e speciali e avviamenti a sorpresa. Per aprire le danze, il presidente del CUS Padova Francesco Uguagliati ha voluto ricordare la figura che ha dato inizio a tutto: «Dobbiamo essere riconoscenti ad Alberto Pettinella, il mitico fondatore del CUS Padova. Senza di lui non ci sarebbero questi impianti e tutte le possibilità che oggi vengono offerte a chi vuole fare sport con noi. Il nostro compito è portare avanti questo testimone». Un testimone che, ovviamente, è legato indissolubilmente all'Ateneo, come ha ricordato il professor Alberto Zanatta, Delegato allo Sport dell'Università degli Studi di Padova: «Il nostro compito resta quello di far capire ai più giovani l'importanza di mantenere sempre vivo il fuoco dello sport. È fondamentale coltivare la parte sportiva di pari passo con quella accademica».


Il presidente del CUS Padova Uguagliati con Francesca Tarantello e Federico Ruzza
Il presidente del CUS Padova Uguagliati con Francesca Tarantello e Federico Ruzza

Proprio questo è stato uno dei temi centrali del talk al quale hanno partecipato due atleti di alto livello internazionale come Francesca Tarantello e Federico Ruzza. La prima, classe 2002, ha conquistato la medaglia d'argento nel triathlon alle Paralimpiadi di Parigi, pochi mesi prima di laurearsi in biologia molecolare all'Università di Padova. «Il progetto doppia carriera mi ha dato un aiuto decisivo», le parole di Francesca. «Poter spostare un appello per rispondere alle convocazioni della Nazionale, concordare una data di esame con un professore e ricevere anche una piccola borsa di studio, sono aspetti fondamentali. I docenti si sono sempre dimostrati disponibili, comprendendo lo sforzo che faccio per conciliare studio e sport». Ha una laurea (in Scienze Motorie) anche Federico Ruzza, 32enne pilastro della Nazionale Italiana di rugby e della Benetton Treviso, cresciuto proprio tra le fila del CUS Padova: «Da parte mia ritornare in questi impianti rappresenta sempre una grande emozione», il sorriso di Federico. «Ho passato qui tantissimo tempo, restavamo ore dentro questi campi. Ho trascorso dieci anni splendidi che mi hanno insegnato a crescere, ad aprirmi e a stare assieme ai compagni». A salutare i presenti c'era anche l'assessore allo sport del Comune di Padova, Diego Bonavina: «L'Amministrazione Comunale si è sempre sentita parte integrante di questa grande famiglia che da 80 anni lega il suo nome alla città e all'Università».


I vincitori delle Cussiadi
I vincitori delle Cussiadi


La serata è proseguita con le premiazioni delle Cussiadi, i tornei che nel pomeriggio hanno animato gli impianti, vedendo scendere in campo i più giovani tesserati delle varie discipline. L'occasione è stata utile, come da tradizione, per presentare anche tutte le squadre che hanno appena iniziato la nuova stagione agonistica. Al loro fianco, in un rimbalzo continuo tra passato, presente e futuro, sono saliti sul palco anche alcune vecchie glorie che hanno portato in alto il nome del CUS in questi decenni. Su tutte la squadra di rugby che nel 1998/99 conquistò una memorabile promozione in Serie A/1 e quella di Judo che nel 1986 vinse il titolo nazionale universitario.




 
 
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