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Nikita Cvasiuc si racconta: «Papà il mio modello, devo migliorare la forza mentale».



Intervista al giovane lottatore padovano del CUS che ha vinto da quindicenne il Campionato Italiano Under 17: «Sensazione bellissima, non me l'aspettavo»


Sognare in grande mantenendo i piedi per terra. Come insegna da sempre, anche sul tappeto di gara, la sua disciplina. È stato un inizio di stagione da incorniciare per Nikita Cvasiuc che ha stupito il mondo della lotta greco-romana, vincendo a fine febbraio il Campionato Italiano Under 17 sotto età.


Il giovane lottatore del CUS Padova, infatti, è un classe 2009, ha da poco compiuto quindici anni ma è stato in grado di sconfiggere atleti più grandi, maturi ed esperti di lui. Un exploit memorabile a cui è mancata, a sorpresa, solo la lode. Nel campionato Under 15, infatti, Nikita si è dovuto accontentare della medaglia d’argento, perdendo (con qualche recriminazione) in finale dopo aver dominato i turni precedenti. Poco male perché la sensazione è che la Nazionale e il CUS Padova possano coltivare un grande talento per il prossimo futuro.


«Vince il titolo italiano Under 17 mi ha suscitato una sensazione strana, bellissima e inattesa», spiega Nikita, nato a Padova e residente a Selvazzano Dentro con la famiglia.

«Non me l’aspettavo perché, oltre a combattere contro atleti più grandi, ero reduce da una frattura all’alluce che ha messo in dubbio fino all’ultimo la mia partecipazione. Ho iniziato a combattere avvolto da un po’ di ansia, poi mi sono sciolto e concentrato, arrivando alla vittoria. Peccato per l’Under 15, sono stato sfortunato ma sicuramente potevo lottare meglio».


Come è nata la passione per questa disciplina?


«Grazie a papà Misca che nella lotta libera è stato quarto ai Mondiali. Io ho cominciato proprio con la lotta libera poi con il CUS mi sono spostato alla greco-romana. Amo il contatto fisico, amo combattere e amo questa disciplina. Mi alleno cinque o sei volte a settimana, tre in palestra al CUS e il resto a casa».


Tuo padre è anche uno dei tuoi allenatori assieme a Victor Carabet e Luca Pizzocaro. Come è il vostro rapporto?


«Sono molto fiero di mio padre. Lui è il mio punto di riferimento, mi capisce e sa quello che provo».


Punto di forza e punto debole in gara?


«Sono soddisfatto della mia forza fisica, qualità che mi ha fatto superare i miei avversari ma che devo continuare a sviluppare. Il mio punto debole è mentale. Devo essere capace di non demoralizzarmi quando sto perdendo ma di continuare a dare il massimo fino all’ultimo».


Difficile coniugare scuola e sport?


«Impegnativo ma ci riesco. Frequento la prima superiore all’istituto tecnico ad indirizzo amministrazione, finanza e marketing. Nel tempo libero mi piace uscire con gli amici».


Prossimo obiettivi?


«Ben figurare nella gara internazionale in Romania ad aprile e in quella casalinga, al CUS Padova, del mese successivo. Io ho l’ambizione di poter vestire la maglia della Nazionale ma non ho ancora la cittadinanza italiana. Mio padre ha fatto richiesta e spero che l’iter si completi tra poche settimane».


Nella foto Nikita Cvasiuc ai Campionati Italiani

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